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Geotermia: il teleriscaldamento anche a Chiusdino, domenica inaugurazione del primo stralcio

Completato il primo step di percorso che prevede il progressivo ampliamento della rete. Bartaletti: «La geotermia e la storia sono stati la chiave per mantenere la nostra dignità»

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Completato il primo step di percorso che prevede il progressivo ampliamento della rete. Bartaletti: «La geotermia e la storia sono stati la chiave per mantenere la nostra dignità»


Non solo energia elettrica. A Chiusdino, domenica 13 ottobre la geotermia metterà anche il proprio calore a servizio dei cittadini e delle imprese.

A partire dalle 17, presso la centrale geotermoelettrica Chiusdino 1 (Loc.Caggio), infatti, il Comune inaugurerà il primo stralcio della rete di teleriscaldamento locale, concretizzando così un progetto che mira a portare il vapore geotermico nel capoluogo come nelle frazioni, all’insegna di inclusività e sviluppo sostenibile.

Partendo da tre pilastri: teleriscaldare inizialmente la parte più nuova del capoluogo – con la rete che verrà inaugurata domenica – e poi il centro del borgo attraverso il secondo stralcio dei lavori, e nel mentre portare avanti i lavori anche per la frazione di Montalcinello.

Luciana Bartaletti, sindaco di Chiusdino (SI)

«Siamo partiti naturalmente dal capoluogo, dove, attraverso il primo stralcio dei lavori – dettaglia la sindaca Luciana Bartaletti, rieletta nei mesi scorsi per il quarto mandato – è stata realizzata la stazione di scambio primaria vicino alla centrale Chiusdino 1 di Enel Green Power; da lì siamo arrivati all’inizio del paese dove abbiamo costruito la stazione di arrivo e quindi la rete per tutto l’abitato della periferia del capoluogo, dove sono presenti tutti i principali servizi come la scuola (infanzia, primaria e secondaria), la caserma dei carabinieri e il campo sportivo, oltre alle unità residenziali. Tutto questo per un appalto di circa 4 milioni di euro», che porteranno benefici ambientali oltre a risparmi economici per gli utenti che avranno l’opportunità di passare da combustibili fossili come il GPL – dato che Chiusdino è un Comune dove il metano non arriva – al ben più economico e sostenibile vapore geotermico.

Stesso importo, 4 milioni di euro, anche per il secondo stralcio dei lavori, già finanziato e appaltato tramite gara: «Stiamo iniziando a realizzare la rete di teleriscaldamento anche nell’abitato del borgo, del centro storico. Assieme ai lavori per il teleriscaldamento abbineremo il rifacimento delle strade, dove sparirà il bitume – eredità degli anni ’60 e ’70 – e torneranno le pietre. Il nostro borgo ha mantenuto molta della sua autenticità rurale e medievale, e vogliamo recuperare ciò che s’è perso, tornare alle strade delle origini».

In tutto si parla dunque di circa 8 milioni di euro, anch’essi provenienti dalla geotermia: «I lavori – sottolinea la sindaca – sono stati interamente finanziati attraverso i fondi geotermici derivanti dai contributi Enel Green Power, tutto tramite l’aiuto del Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche (CoSviG)».

In parallelo sta avanzando la realizzazione del teleriscaldamento anche per la frazione di Montalcinello – un investimento da oltre 2 milioni di euro annunciato a inizio estate –, con l’obiettivo di non fermarsi lì: «Starà poi agli altri amministratori provvedere in futuro anche alla frazione di Ciciano», chiosa nel merito la sindaca.

Visti i risultati già oggi ottenuti «è molto importante mettere in evidenza il ruolo che la geotermia esercita in quei Comuni geograficamente svantaggiati come il nostro. Ci chiamano erroneamente Toscana minore – sottolinea Bartaletti – ma sbagliano perché rappresentiamo una ricchezza enorme: la geotermia appunto, che rappresenta una risorsa importante, ma qui c’è anche l’Abbazia di San Galgano oltre a un paesaggio splendido. Chiusdino è l’esempio di come sia possibile conciliare storia, arte e geotermia».

«Senza la geotermia – osserva la sindaca – probabilmente la popolazione di Chiusdino avrebbe continuato a declinare, fino allo spopolamento. Grazie a questa fonte rinnovabile, all’Abbazia col turismo che porta e all’industria farmaceutica presente sul territorio negli ultimi anni siamo invece riusciti a stabilizzare la popolazione e non c’è neanche una diminuzione nelle fasce più giovani, con i bambini che sono anzi quasi raddoppiati a scuola. A differenza di altri paesi le famiglie hanno scelto di rimanere qui: c’è un grande senso di appartenenza alla comunità che si vede anche nell’associazionismo culturale, sportivo e turistico. Tutti lavorano a testa bassa perché vogliono che il loro paese continui a vivere. La geotermia e la storia sono stati la chiave per mantenere la nostra dignità, che come piccolo Comune invece non sempre ci viene riconosciuta a livello nazionale, indipendentemente dai colori politici».