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Tutto pronto per il teleriscaldamento geotermico a Radicondoli, servizio al via il 15 ottobre

Arriva a compimento un grande progetto in grado di dare corpo al Green New Deal in un Comune di mille abitanti, con vantaggi ambientali e risparmi economici. Il vicesindaco Moda: «per gli utenti di Radicondoli è circa tre volte più economico per ogni caloria prodotta rispetto al Gpl»

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Arriva a compimento un grande progetto in grado di dare corpo al Green New Deal in un Comune di mille abitanti, con vantaggi ambientali e risparmi economici. Il vicesindaco Moda: «per gli utenti di Radicondoli è circa tre volte più economico per ogni caloria prodotta rispetto al Gpl»


Il Green New Deal auspicato a livello europeo e nazionale troverà concretezza solo se saprà declinarsi anche in interventi di sviluppo sostenibile a livello locale, e il Comune geotermico di Radicondoli è già pronto per fare la propria parte: dopo un lungo lavoro fatto di progettualità e cantieri il prossimo 15 ottobre il servizio di teleriscaldamento alimentato dalla geotermia sarà attivo sul territorio: l’Amministrazione comunale ha annunciato di avere il possesso materiale dell’impianto, collaudato, e può metterlo adesso in funzione tramite il gestore designato GES (Geo Energy Service, ndr) a cui è stato consegnato nei giorni scorsi con atto formale.

«È un grande risultato – dichiara il vicesindaco di Radicondoli, Luca Moda – Quest’anno i cittadini potranno godere dei benefici di un’energia rinnovabile come la geotermia, scaldandosi producendo molta meno CO2: tutti potranno allacciarsi, sia utenti residenziali sia attività commerciali», aprendo così anche a nuove possibilità di sviluppo economico sul territorio.

È il compimento di un percorso iniziato con i primi progetti esattamente dieci anni fa, e che insieme al teleriscaldamento ha portato la possibilità di ammodernare «piazze, vie secondarie, terziarie e non solo, in base a un progetto approvato dalla Sovrintendenza; per un Comune di mille abitanti direi che è un’opera gigantesca, che ha richiesto una buona dose di tenacia e pazienza», come ha ricordato con una nota d’ironia l’ex sindaco di Radicondoli e oggi presidente del Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche (CoSviG), Emiliano Bravi, che ha seguito lo sviluppo dell’infrastruttura nell’arco di due mandati amministrativi: «Il progetto per teleriscaldare Radicondoli e Belforte parte dal 2009 nel corso del mio primo mandato in Comune, ed è stato completamente finanziato attraverso le royalties previste dall’Accordo Generale sulla Geotermia del 2008; grazie alla bontà della tipologia d’investimento siamo riusciti a ricevere anche circa 800mila euro dal bando Por 2007-2013 della Regione Toscana. Per cui niente mutui, né un euro di indebitamento per il Comune».

Il risultato è la realizzazione di un sistema in grado di apportare sia benefici ambientali sul territorio sia risparmi economici per gli utenti: «Il tutto parte dall’energia geotermica – dettaglia Moda – Per il teleriscaldamento viene impiegato anche vapore residuo, recuperando quello che non potrebbe (o solo in parte) essere utilizzato per la produzione di energia elettrica, per cui il vantaggio per l’ambiente è doppio. E in termini economici, i tecnici stimano che per il comune di Radicondoli il teleriscaldamento sia quasi tre volte più economico per ogni caloria prodotta rispetto ad esempio al GPL. Ogni anno in base al conto economico dell’impianto verranno stabilite le tariffe per i residenti, si tratta di un’opportunità sicuramente conveniente».

Per capire come accedervi i cittadini hanno a disposizione lo Sportello Energia del Comune, in grado di fornire tutte le informazioni sull’iter da compiere per l’allacciamento e l’attivazione del servizio; il passo successivo sarà poi con il gestore GES, in grado di fornire tutti i dettagli relativi al tipo di interventi da fare e le pratiche da concludere. 

«Tutte le utenze del centro del Comune sono potenzialmente servite, e appena saranno terminati tutti i lavori in progetto c’è il teleriscaldamento nelle case di via Guido Rossa e nel borgo di Belforte – conclude il vicesindaco – Quello del secondo lotto è un progetto che ha qualche anno, il primo passo sarà dunque quello di tornare ad analizzarlo in profondità anche alla luce dell’esperienza maturata attraverso i lavori conclusi ad agosto per la realizzazione del primo lotto del teleriscaldamento, in modo da capire al meglio l’entità dei lavori coi relativi costi, e se potranno essere apportate ulteriori migliorie o sottoservizi per rilanciare al meglio delle possibilità il borgo di Belforte, che rappresenta una perla stupenda del nostro territorio».