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Monterotondo M.mo, sostegno alle altre rinnovabili se non c’è il teleriscaldamento geotermico

Da CoSviG e Comune un nuovo bando da 50mila euro volto a erogare contributi per le spese relative ai consumi per il riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria

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Da CoSviG e Comune un nuovo bando da 50mila euro volto a erogare contributi per le spese relative ai consumi per il riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria


Un’adeguata climatizzazione degli edifici rappresenta un tassello fondamentale della transizione ecologica necessaria ad affrontare la sfida climatica: in tutta Europa gli edifici consumano circa il 40% dell’energia e rilasciano il 36% delle emissioni di gas serra, anche perché solo il 19% di questi consumi energetici viene coperto da fonti rinnovabili.

Con evidenti conseguenze sotto il profilo delle emissioni climalteranti, ma anche di quelle inquinanti: le analisi ARPAT, ad esempio, mettono in evidenza che il 70% del Pm10 primario è prodotto proprio dal riscaldamento domestico.

Partendo da questo contesto di riferimento, il Comune di Monterotondo Marittimo – di concerto col CoSviG, il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche – torna quest’anno ad investire in un bando per l’erogazione di contributi per le spese relative ai consumi per il riscaldamento domestico e acqua calda sanitaria tramite fonti energetiche rinnovabili.

Il Comune di Monterotondo Marittimo, al quale sono attribuiti annualmente fondi derivati dall’Accordo Generale sulla Geotermia (Art.7 L.R.45/97 come modificato dalla L.R.n.5/04 ed ex-Art.17 della Legge 896/86) sulla base della produzione geotermoelettrica del territorio, ha infatti dato mandato al CoSviG di attivare un bando per l’erogazione di contributi per le spese relative ai consumi per il riscaldamento domestico e acqua calda sanitaria tramite fonti energetiche nella stagione termica 2020/2021, per un importo massimo pari ad 50.000,00€ salvo rifinanziamento.

Come negli scorsi anni, il contributo è rivolto agli immobili presenti sul territorio comunale e non allacciati né all’impianto di teleriscaldamento geotermico né alla conduttura Enel di vapore/fluido geotermico, e il richiedente dovrà essere residente nell’abitazione per la quale si richiede il contributo almeno a partire dalla data del 15 ottobre 2015.

Il contributo massimo concedibile ad ogni soggetto richiedente non potrà superare l’importo di € 900, mentre il combustibile utilizzato per il riscaldamento domestico e per la produzione di acqua calda sanitaria dovrà rientrare nelle seguenti tipologie di fonti rinnovabili: legna da ardere, biomassa di origine legnosa (nocciolino, pellet, cippato, ecc) o biomassa originaria da scarti agroalimentari a filiera corta (ovvero di provenienza toscana).

La logica del provvedimento, infatti, è quella di sostenere fonti rinnovabili alternative per il riscaldamento degli edifici non allacciati al teleriscaldamento geotermico.

Anche dove le reti sono già presenti – ovvero, in Toscana, nei Comuni geotermici di Castelnuovo Val di Cecina (PI), Monterotondo Marittimo (GR), Monteverdi Marittimo (PI), Montieri (GR), Pomarance (PI) e Santa Fiora (GR), Chiusdino (SI), Radicondoli (SI) e Piancastagnaio (SI) – non tutti gli immobili possono essere allacciati al teleriscaldamento geotermico, da qui la scelta del Comune di perseguire un principio di equità oltre che di sostenibilità attraverso il bando per la stagione termica 2020/2021.

Per le informazioni di dettaglio sul bando cliccare QUI (indirizzo: https://bit.ly/2V6pjn7)