Home Geotermia News Lo sviluppo della geotermia in Toscana passa dalla sinergia tra istituzioni e...

Lo sviluppo della geotermia in Toscana passa dalla sinergia tra istituzioni e realtà di settore

Rossini (Enel): «Dare un contributo importante all’Italia per affrancarsi dalle fonti fossili, e sviluppare le rinnovabili con benefici energetici, ambientali ed economici per i territori»

354
0
CONDIVIDI

Rossini (Enel): «Dare un contributo importante all’Italia per affrancarsi dalle fonti fossili, e sviluppare le rinnovabili con benefici energetici, ambientali ed economici per i territori»


In Italia l’ulteriore sviluppo sostenibile delle applicazioni legate alla geotermia, fonte rinnovabile naturalmente presente nel sottosuolo, ha il proprio trampolino di lancio in Toscana: qui è Enel Green Power – il più grande operatore al mondo nelle energie rinnovabili – a gestire le uniche 34 centrali geotermoelettriche attualmente presenti, ma il fine non è la mera produzione di elettricità quanto lo sviluppo sostenibile del territorio, come messo in evidenza nel corso degli Stati Generali della Geotermia recentemente svoltisi a Roma.

«Da oltre 200 anni – ha spiegato Luca Rossini, responsabile Geotermia Italia di EGP –, ovvero da quando nel 1818 è iniziato l’utilizzo industriale della geotermia, prima per l’attività chimica e poi dal 1904 per la produzione di energia elettrica, lo sviluppo della risorsa incentrato sulla sostenibilità ambientale ha permesso di rendere vivibile un’area che non a caso era definitiva valle del diavolo, a causa dei soffioni diffusi che trasformavano le terre geotermiche in luoghi ostili all’uomo. Oggi, invece, l’attività umana ha creato le condizioni perché il dialogo tra industria e ambiente sia promotore di turismo sostenibile», con circa 60mila visitatori che ogni anno vengono a scoprire i luoghi della geotermia toscana.

Più in generale, la geotermia è un’energia rinnovabile disponibile h24 che, con oltre 5,5 miliardi di KWh annui prodotti in Toscana, consente di soddisfare più del 30% del fabbisogno elettrico regionale, rappresentando il 70% dell’energia rinnovabile toscana, e quasi il 2% a livello nazionale, ma – secondo i dati forniti da EGP – permette anche di risparmiare 1,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e di evitare l’emissione di 2,5 milioni tonnellate di CO2.

A questa performance sul fronte elettrico si abbina l’uso diretto del calore: attualmente i 394 GWht di energia termica erogati in 9 Comuni sede d’impianto (Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Radicondoli, Chiusdino, Piancastagnaio, Montieri, Monterotondo Marittimo, Santa Fiora), sia con i teleriscaldamenti residenziali che con le reti di calore dedicate alle attività industriali, artigianali e agricole, danno energia ad un totale di 13mila utenti, 26 ettari di serre e numerose attività della filiera enogastronomica teleriscaldate, portano importanti benefici socioeconomici, evitando il consumo di 1,1 MTep e tagliando al contempo l’emissione di oltre 120mila tonnellate annue di CO2.

«Ecco perché la geotermia – ha concluso Rossini – è una risorsa fondamentale per la transizione ecologica, sia dal punto di vista elettrico che termico ma anche turistico e socioculturale. Il 95% della nostra attività ricade in Italia, di cui un un’ampia parte direttamente nei territori geotermici, dove esiste un indotto che coinvolge più di 80 imprese nei Comuni geotermici delle tre province di Pisa, Siena e Grosseto, e circa 150 ditte in tutta la regione per un totale di 1.500 addetti nelle aree geotermiche e oltre 4mila nel perimetro toscano. La nostra attività costituisce un’eccellenza nel mondo per le tecnologie utilizzate, la sostenibilità ambientale e le frontiere di innovazione che apre nel settore delle rinnovabili. Fare sinergia con le istituzioni e con tutte le realtà del settore, sia aziendali che accademiche e di ricerca, come avvenuto con Gli Stati Generali della Geotermia, significa dare un contributo importante all’Italia per affrancarsi dalle fonti fossili e sviluppare le rinnovabili con benefici energetici, ambientali ed economici per i territori».