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Le pompe di calore geotermiche sono la tecnologia più economica per riscaldarsi

Uno studio Iea basato sul ciclo di vita degli impianti mostra la necessità di una corretta informazione, per poter compiere scelte davvero consapevoli sul mercato

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Uno studio Iea basato sul ciclo di vita degli impianti mostra la necessità di una corretta informazione, per poter compiere scelte davvero consapevoli sul mercato


Le pompe di calore geotermiche sono una tecnologia collaudata per fornire riscaldamento e raffrescamento attingendo a una fonte rinnovabile come il calore naturalmente custodito nel sottosuolo, con importanti benefici sia sotto il profilo ambientale sia in termini di risparmi economici.

Un recente studio condotto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) mostra infatti che le pompe di calore geotermiche sono la scelta più economica per sostituire le tradizionali caldaie alimentate a gas fossile, anche in Paesi freddi come Svezia, Francia, Danimarca, Germania, Regno Unito e Canada.

Basandosi su dati 2019 – dunque ben lontani dall’attuale impennata dei prezzi del gas che sta gonfiando le bollette italiane, rendendo la scelta geotermica ancora più conveniente –, la IEA ha confrontato varie fonti energetiche (sia fossili sia rinnovabili) per la fornitura di calore, confrontando tra loro i vari costi in una prospettiva che tenga conto dell’intero ciclo di vita dell’impianto e non solo del prezzo d’acquisto.

Un’analisi da cui le pompe di calore geotermiche sono uscite vincitrici, ponendo un problema di corretta informazione agli utenti per permettere loro di compiere scelte davvero consapevoli in merito alle varie opzioni tecnologiche disponibili sul mercato.

«I minori costi di investimento e i maggiori costi di esercizio delle caldaie alimentate da combustibili fossili creano distorsioni nei mercati del mondo reale, in cui le soluzioni rinnovabili sembrano meno competitive di quanto non siano in realtà – commenta nel merito il Consiglio Europeo per l’Energia Geotermica (EGEC) – Per l’industria geotermica, l’integrazione di tali analisi e dati è fondamentale in termini di maggiore visibilità nei percorsi di decarbonizzazione del sistema energetico alimentati da modelli economici. L’integrazione di un discorso che evidenzi la concorrenza esistente tra combustibili fossili per il riscaldamento e tecnologie di riscaldamento e raffreddamento rinnovabili contribuisce anche a rafforzare la comprensione del settore del riscaldamento e del raffreddamento come un “mercato del calore” non separato dal “mercato del gas”».

Una maggiore consapevolezza che fa bene sia all’ambiente, sia al portafogli.