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Geotermia: Teleriscaldamento a Monteverdi Marittimo, al via lo studio di fattibilità per l’ampliamento

Benucci: «La GES ha ricevuto l’incarico, con tutti i dati in mano si potrà prendere una decisione»

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Benucci: «La GES ha ricevuto l’incarico, con tutti i dati in mano si potrà prendere una decisione»


A Monteverdi Marittimo, uno degli unici sei Comuni del centro-sud individuati come rinnovabili al 100% da Legambiente, la rete del teleriscaldamento geotermico potrebbe crescere ancora.

«La GES, la società pomarancina che gestisce il teleriscaldamento di Monteverdi e di diversi altri comuni, ha ricevuto l’incarico di realizzare uno studio di fattibilità per ampliare la rete – dichiara per il semestrale La Ruga il consigliere comunale Michele Benucci – Le zone interessate all’eventuale ampliamento sono quelle di Bagnoli e della Maremmana e richiederà qualche mese: andranno valutati i costi di costruzione dei nuovi tratti di doppio tubo interrato, quante utenze potranno essere attivate e infine se l’investimento risulta conveniente. Con tutti i dati in mano si potrà quindi prendere una decisione».

In Toscana reti di teleriscaldamento geotermico sono già presenti nei Comuni di Castelnuovo Val di Cecina (PI), Chiusdino (SI), Monterotondo Marittimo (GR), Monteverdi Marittimo (PI), Montieri (GR), Piancastagnaio (SI), Pomarance (PI), Radicondoli (SI) e Santa Fiora (GR), ma gli impianti continuano ad espandersi per permettere ai cittadini e alle imprese di accedere direttamente ai benefici legati all’energia rinnovabile naturalmente custodita nel sottosuolo.

Gli usi diretti del calore geotermico permettono infatti sia risparmi consistenti in bolletta per le utenze allacciate, sia un miglioramento della qualità dell’aria legato al riscaldamento degli edifici che – in Toscana come nel resto d’Italia –, insieme al traffico veicolare, è responsabile dell’emissione dei principali inquinanti atmosferici.

Non tutti gli edifici, soprattutto in territori a bassa densità abitativa, possono essere connessi in modo sostenibili alle reti di teleriscaldamento.

Entrano così in gioco criteri di equità e possibilità di sviluppo per le energie rinnovabili a tutto tondo.

Come il Comune ricorda su La Ruga, infatti, anche quest’anno i poderi che non sono allacciabili al teleriscaldamento possono ottenere dei contributi per ridurre i costi (qui il più recente bando nel merito pubblicato insieme a CoSviG, ndr).

Al proposito Benucci suggerisce di finalizzare sempre più questi aiuti alla trasformazione degli impianti a gasolio o gpl in impianti ad energie rinnovabili.

«Vale la pena di cogliere – conclude il consigliere comunale – il bonus del 110% per acquisire energia pulita per le esigenze domestiche».