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Geotermia: l’energia rinnovabile per far ripartire la Toscana dopo l’emergenza sanitaria

Pieroni: «È Una risorsa fondamentale, già disponibile, sulla quale tornare rapidamente ad investire in maniera massiccia. Il ripristino degli incentivi diventa un fattore cruciale»

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Pieroni: «È Una risorsa fondamentale, già disponibile, sulla quale tornare rapidamente ad investire in maniera massiccia. Il ripristino degli incentivi diventa un fattore cruciale»


«Non dobbiamo cedere alla tentazione di mettere in campo soluzioni a breve termine in risposta all’attuale crisi, che rischiano di bloccare l’UE in un’economia dei combustibili fossili per i prossimi decenni».

Calate nel contesto toscano, le raccomandazioni per impostare la ripresa socio-economica dopo la fine dell’emergenza sanitaria in corso messe in fila da 11 ministri dell’Ambiente europei – compreso l’italiano Sergio Costa –, impongono un’attenzione particolare alla geotermia: «Una risorsa fondamentale, già disponibile, sulla quale tornare rapidamente ad investire in maniera massiccia», come sottolinea il consigliere regionale Andrea Pieroni.

La geotermia infatti rappresenta l’energia rinnovabile che più di ogni altra caratterizza il territorio toscano: impiegata per la prima volta al mondo per fini industriale proprio qui, oltre due secoli fa, il calore naturalmente custodito nel sottosuolo è in grado oggi di soddisfare circa il 30% della domanda regionale di elettricità.

Soprattutto, oltre il 70% di tutta l’elettricità da fonte rinnovabile prodotta in Toscana arriva dalla geotermia, che contribuisce a rendere il centro Italia la regione geografica (escluse le isole) con la più bassa impronta di carbonio del Paese.

«In questa prospettiva – argomenta Pieroni – il ripristino degli incentivi diventa un fattore cruciale. In questi giorni il Governo sta mettendo in campo misure per sostenere e rilanciare l’economia, per la geotermia significa arrivare rapidamente all’approvazione del decreto FER2. Serve un’accelerazione straordinaria affinché nel prossimo giugno, come ipotizzato, il decreto possa essere definito. Per la Val di Cecina e le aree geotermiche non c’è niente da inventare: vanno rafforzate le condizioni perché Enel Green Power possa riprendere ad investire. Questa è la ricetta necessaria per evitare che una vasta area della Toscana subisca una pericolosa deriva socioeconomica. Solo con questo presupposto potrà essere ridato slancio e prospettiva al tessuto economico locale, che ruota intorno alla geotermia, assicurando migliaia di posti di lavoro».

Come ricorda Pieroni «alla vigilia dello “tsunami” coronavirus il Governo aveva dato segnali di disponibilità incoraggianti. Si deve dare seguito agli impegni presi. L’incertezza, amplificata dalla pandemia, rischia di minare fortemente il comparto».

Secondo le indicazioni arrivate a suo tempo dalla sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico (MISE) Alessia Morani, l’arrivo del FER2 era infatti atteso per febbraio, ma l’arrivo della pandemia non ha di certo facilitato l’iter.

«La Regione Toscana – conclude Pieroni – continuerà a farsi carico delle preoccupazioni che anche i Comuni, le imprese locali e i sindacati, stanno giustamente ponendo. Seppure in un contesto pesantemente condizionato dall’emergenza sanitaria, non possiamo trascurare un fondamentale volano di sviluppo e di energia rispettosa dell’ambiente. Quella degli investimenti in geotermia è un’occasione preziosa, per far sì che la Val di Cecina contribuisca a tracciare quel nuovo modello di sviluppo che combatta la crisi climatica e i danni economici che ne conseguono».