Home Cosvig Orizzonte 2024: le sfide per la Toscana geotermica spiegate dal presidente CoSviG

Orizzonte 2024: le sfide per la Toscana geotermica spiegate dal presidente CoSviG

Bravi: «Felice del riconoscimento per il lavoro fatto. Adesso inizia la vera sfida per concretizzare la nuova visione del Consorzio a servizio dei soci»

555
0
CONDIVIDI

Bravi: «Felice del riconoscimento per il lavoro fatto. Adesso inizia la vera sfida per concretizzare la nuova visione del Consorzio a servizio dei soci»


Comunque vada, il triennio che si è appena aperto sarà centrale per determinare lo sviluppo sostenibile della geotermia toscana per molto tempo a venire, un triennio che dunque anche CoSviG si appresta a vivere con intensità.

«Da questa nomina del nuovo CdA inizia la sfida vera – spiega il presidente Emiliano Bravi – Adesso serve una visione nuova: dobbiamo ristrutturarne l’organizzazione interna per arrivare a definire unità operative che siano più consone alle necessità dei soci, operando con il loro contributo e sotto il loro controllo».

Molto però è già cambiato nel Consorzio nel corso dell’ultimo anno e mezzo, può ricapitolare le principali novità?

«Finora abbiamo consolidato il CoSviG, recuperato risorse economiche e avviato iniziative per crescere in efficienza ed efficacia: in precedenza il Consorzio si era sviluppato in modo quasi artigianale, più secondo necessità che per programmazione. Seguendo il mandato affidatoci dai soci, siamo riusciti a farci riconoscere da ANAC come società in house, una nuova opportunità cui 11 soci hanno già aderito e con cui resta ora solo da siglare la convenzione specifica, ma i servizi erogati ai soci di fatto si stanno già ampliando.

Abbiamo inoltre snellito il range delle attività portate avanti dal Consorzio: per rispondere agli indirizzi arrivati dai soci, nel gennaio 2020 CoSviG ha, ad esempio, rinunciato all’accreditamento come agenzia formativa, mantenendo tuttavia la possibilità di continuare a operare nel settore formativo qualora questo ci venga richiesto dai soci: ad esempio abbiamo aderito all’Accordo di rete per la costituzione del Polo Tecnico Professionale Energia».

Dal punto di vista delle risorse umane invece ci sono stati cambiamenti?

«Nel 2020 8 persone hanno lasciato CoSviG, per scelte personali o per scadenza di un contratto che non è stato rinnovato. Non abbiamo assunto nessun altro per scelta: vogliamo rimodulare la pianta organica, individuando le nuove funzioni e unità operative di cui abbiamo bisogno cercando all’interno del personale già in forza al Consorzio – dopo adeguata formazione professionale – le risorse per soddisfare queste esigenze. Solo dopo questa prima fase potremo eventualmente ricercare ulteriori figure professionali per coprire le specificità che ci mancano. Assumere a prescindere vorrebbe dire continuare con un passato che non esiste più, CoSviG non è più una società di mutuo soccorso».

Guardando alla gestione delle risorse del Fondo Geotermico, come si sta sviluppando l’ultimo Accordo Quadro sulla viabilità e infrastrutture?

«Ad oggi sono stati erogati più di 9,3 milioni di euro per interventi realizzati e rendicontati, a fonte di oltre 19,5 milioni di euro già impegnati per interventi per i quali è sottoscritto l’accordo di programma operativo e con le attività di realizzazione avviate».

Le attività di Sestalab invece come stanno proseguendo?

«Nonostante le difficoltà dell’ultimo anno legate alla pandemia, e dunque alle flessioni sui mercati di riferimento ovvero energia e trasporti, Sestalab è stata in grado di offrire a clienti di caratura internazionale (Baker Hughes, Shangai Electric, Ansaldo Energia e il nuovo ingresso di China United Gas Turbine) il numero più elevato di sempre in termini di settimane di operatività, che ha garantito un fatturato di circa 7,2 milioni di euro. Nel corso del 2021 Sestalab si potenzierà ancora grazie a investimenti da 11 milioni di euro, con l’installazione di un nuovo treno di compressione e di una nuova cella ad alta tecnologia, la cosiddetta “cella 3”. È inoltre già stato affidato un incarico finalizzato a verificare la fattibilità di un conferimento del ramo di azienda Sestalab in una newco (società di nuova costituzione derivanti da un progetto di startup, spin-off o da una ristrutturazione aziendale, ndr), sempre per dare seguito alle indicazioni arrivate dai soci CoSviG».

Il triennio che si è appena aperto si annuncia profondamente trasformativo non solo per CoSviG ma anche per anche per tutti i territori geotermici, vista la scadenza delle concessioni minerarie proprio al 2024. In questo contesto si aspettava una riconferma del CdA?

«Onestamente no, a maggior ragione sono contento per questo riconoscimento: vuol dire che il lavoro e l’impegno profusi sono stati ritenuti come validi. Dimostra che quando l’impegno e i risultati ci sono, questo viene riconosciuto, anche se non si può piacere a tutti: in tal caso, la sfida è far cambiare idea attraverso il lavoro e l’impegno ancora maggiore. Sono particolarmente orgoglioso del fatto che in una fase cruciale di transizione per i territori geotermici i soci abbiano deciso di affidare a questo CdA le chiavi del Consorzio».

Andando oltre l’organizzazione interna del Consorzio, in questa fase quali saranno dunque le priorità CoSviG?

«Quelle dei soci, e dunque in definitiva dei territori geotermici, a partire dalla convocazione dell’annunciato tavolo di confronto permanente. Un confronto utile per affrontare i temi emersi anche nel corso dell’assemblea dei soci, dalla definizione delle modalità migliori per la riscossione e gestione delle royalties geotermiche da parte dei Comuni all’ormai imminente scadenza delle concessioni minerarie. Su entrambi i fronti come Consorzio ci siamo messi a disposizione, in qualità di strumento tecnico e utile per raccordare il dialogo tra le parti».

Per le concessioni geotermiche in scadenza al 2024 l’orientamento ad oggi prevalente da parte della Regione sembra sia quello di andare a gara: cosa ne pensa?

«È l’orientamento emerso dalle comunicazioni dell’assessore Monni, che peraltro vanno verso un raddoppio della potenza geotermoelettrica installata, ma penso che sarà necessario ascoltare anche i Comuni perché il loro contributo è fondamentale. Si tratta di una scelta politica, ma anche di effettive possibilità giuridiche e normative: è necessario capire se entrambe le opzioni sono percorribili oppure se è strettamente necessario procedere con la gara. L’importante è decidere e agire di conseguenza, e in fretta, perché il 2024 è domani: sotto questo profilo da subito mettiamo le competenze tecniche del Consorzio a disposizione dei soci, e lo stesso vale per l’interlocuzione avviata dall’assessora con il ministro Cingolani sul fondo parallelo al PNRR da 5 miliardi di euro annui».

Che si tratti di gara o proroga, sembra però difficile concretizzare un raddoppio della potenza geotermoelettrica senza affrontare le sindromi NIMIBY (not in my backyard, non nel mio cortile, ndr) e NIMTO (not in my term of office, non nel mio mandato, ndr) che ovunque frenano lo sviluppo delle fonti rinnovabili. In tal senso sempre più studi mostrano che investire in una migliore informazione e comunicazione ambientale è una condizione essenziale: anche il nuovo CdA punterà a far crescere CoSviG sotto questo aspetto?

«Ad oggi registriamo grandi apprezzamenti per iniziative come la nostra newsletter COSVIG GeotermiaNews (QUI il link per iscriversi, ndr) e più in generale per la condivisione delle notizie sulla geotermia, ma è innegabile che la comunicazione negativa abbia contribuito al blocco dello sviluppo di un’energia rinnovabile così importante per la Toscana e l’Italia intera. Per quanto di nostra competenza puntiamo a crescere ancora sotto il profilo della buona informazione ambientale, naturalmente seguendo sempre le linee guida che i soci vorranno darci soci».