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Geotermia: Nel cuore dei territori geotermici avanza la ricerca geologica, grazie al robot Petrorov

Lidia Bai: «Un’ulteriore passo in avanti che ci permetterà di conoscere meglio il nostro territorio, ma anche legare il nome del Parco ad un progetto che ci farà entrare nel futuro dalla porta principale»

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Lidia Bai: «Un’ulteriore passo in avanti che ci permetterà di conoscere meglio il nostro territorio, ma anche legare il nome del Parco ad un progetto che ci farà entrare nel futuro dalla porta principale»


Un rover simile a quelli che ormai siamo abituati a vedere all’opera su Marte, come Curiosity e Opportunity, in grado di analizzare oltre due ettari di terreno al giorno per esplorare rocce e terreno presenti nell’area: è Petrorov, il robot-geologo realizzato da una start-up dell’Università di Siena che presto entrerà in azione all’interno dei territori geotermici toscani, e in particolare nel Parco delle Colline Metallifere.

«Questa collaborazione con l’Università di Siena è perfettamente in linea con i nostri obiettivi – dichiara Lidia Bai, presidente del Parco – che sono quelli di creare connessioni e reti tra soggetti diversi, soprattutto quando per sviluppare innovazione e nuove tecnologie. Da anni lavoriamo con l’ateneo senese con ottimi risultati e sono convinta che questo robot sia un’ulteriore passo in avanti che ci permetterà di conoscere meglio il nostro territorio, ma anche legare il nome del Parco ad un progetto che ci farà entrare nel futuro dalla porta principale».

Come spiega InToscana, il portale ufficiale della Regione, a partire da questo mese fino al marzo 2021, il prototipo di Petrorov sarà sperimentato in laboratorio a Siena, anche con campioni provenienti dalle aree minerarie, e, immediatamente dopo, partirà la sperimentazione sul campo grazie a una convenzione (coordinata dal prof. Luca Maria Foresi) siglata tra il Parco e l’Università.

Sviluppato dalla “PetroLogic Synergy” – una start up del dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Ateneo senese –, Petrorov è una macchina cingolata capace di muoversi sui terreni in modo autonomo, dotato di una trivella per i carotaggi e di una tecnologia laser, grazie ad una testa fotonica, in grado di analizzare le carote di terreno estratte in tempo reale misurando oltre 60 parametri al secondo.

«Si tratta di una tecnologia nuovissima – dettaglia Franco Maria Talarico, docente dell’Università di Siena e cofondatore della start-up –, un laboratorio mobile di analisi veloce e di grande precisione utilissimo sia per l’agricoltura di qualità, la conoscenza ambientale e il corretto utilizzo delle risorse. Avere il Parco come partner rappresenta un’occasione unica per noi perché ci permetterà di validare questa tecnologia, pubblicare i risultati scientifici ma anche creare didattica, nuovi contenuti in un settore dalle prospettive di sviluppo enormi in ambito sia nazionale e internazionale».

A partire da un territorio di indubbio pregio, in grado di abbinare alle frontiere della ricerca scientifica bellezze naturali ormai universalmente riconosciute: su 10 geoparchi italiani riconosciuti dall’Unesco ben 2 sono toscani, uno dei quali è rappresentato proprio dalle Colline Metallifere (Tuscan Mining Unesco Global Geopark) dove si apre il Parco naturalistico delle Biancane – celebre per le manifestazioni geotermiche naturali –, che a sua volta rappresenta il più rilevante Geosito di Importanza Internazionale (GIR) presente sul territorio.