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Geotermia, il decreto FER2 nelle linee programmatiche del ministro dell’Ambiente

Pichetto: «È in fase di finalizzazione, la sua attuazione consentirà di incentivare complessivamente 4590 megawatt di impianti»

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Pichetto: «È in fase di finalizzazione, la sua attuazione consentirà di incentivare complessivamente 4590 megawatt di impianti»


Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha illustrato in Parlamento le linee programmatiche che caratterizzeranno l’azione del dicastero che è stato chiamato a guidare.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, nel suo intervento alla Camera il ministro ha evidenziato che «a livello nazionale è prioritario concludere il lavoro sul decreto cosiddetto FER2, che disciplina gli incentivi alle fonti e alle tecnologie non ancora pienamente mature o con costi elevati di esercizio come la geotermia, il solare termodinamico e il biogas. In questo stesso ambito, è intenzione affiancare un nuovo decreto FER per continuare l’incentivazione delle tecnologie più mature e con costi fissi bassi o comunque suscettibili di sensibile riduzione, come eolico e solare».

Un concetto ribadito anche in audizione al Senato: «Contiamo di chiudere nelle prossime settimane alcuni importanti provvedimenti volti a favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. È in fase di finalizzazione sia il decreto attuativo sull’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti di energia rinnovabile che il decreto FER2, la sua attuazione consentirà di incentivare complessivamente 4590 megawatt di impianti».

Il FER2 rappresenta un decreto particolarmente atteso, ormai da oltre tre anni, per la comunità geotermica: si tratta di un provvedimento che dovrebbe tornare a introdurre nuove incentivi a sostegno della produzione di energia elettrica da una fonte rinnovabile come quella geotermica, esclusa (per la prima volta) dal FER1 pubblicato in Gazzetta ufficiale ormai nel lontano 2019.

Da allora si sono rincorse molteplici promesse di rapida approvazione, le ultime in ordine temporale arrivate dall’ex ministro Roberto Cingolani nel corso della scorsa primavera; a settembre il decreto FER2 è arrivato poi all’esame della Conferenza unificata Stato-Regioni-Autonomie locali, ma ad oggi resta ancora in attesa della pubblicazione definitiva.

Adesso il decreto torna al centro delle linee programmatiche ministeriali, insieme all’apertura arrivata dal ministro Pichetto verso una possibile proroga delle concessioni geotermiche in scadenza al 2024: l’altro grande tema su cui l’intero comparto della geotermia italiana aspetta risposte, per poter dispiegare le potenzialità ancora inespresse di questa fonte rinnovabile, tutt’altro che trascurabili.

A livello nazionale le risorse geotermiche teoricamente accessibili entro i 5 Km di profondità sarebbero sufficienti a soddisfare il quintuplo dell’intero fabbisogno energetico italiano, eppure la costruzione di nuovi impianti è ferma da un decennio.