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Geotermia, Ambiente: Qualità dell’aria in Toscana, nessuna criticità segnalata da ARPAT nelle aree geotermiche

L’Agenzia Regionale ha aggiornato i dati all’ultimo anno. A Pomarance i dati migliori della rete regionale riportati per quanto riguarda i metalli pesanti e disagio olfattivo da H2S «nettamente inferiore agli anni precedenti»

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L’Agenzia Regionale ha aggiornato i dati all’ultimo anno. A Pomarance i dati migliori della rete regionale riportati per quanto riguarda i metalli pesanti e disagio olfattivo da H2S «nettamente inferiore agli anni precedenti»


È una situazione «nel complesso positiva» per la qualità dell’aria in Toscana, quella fotografata da ARPAT mettendo in fila i dati raccolti nella Relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria relativa all’ultimo anno.

Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana «l’unica criticità evidente, secondo quanto previsto dalla normativa (D.lgs 155/2010), è quella relativa all’ozono, ancora molto lontano da raggiungere il rispetto di entrambi i valori obiettivo (per la protezione della popolazione e della vegetazione)», dato che entrambi i valori obiettivo previsti dalla normativa non sono stati raggiunti nel 80% delle stazioni facenti parte della rete regionale di monitoraggio di qualità dell’aria.

Nonostante il continuo trend positivo degli ultimi anni, restano poi «sporadici siti che non raggiungono il rispetto dei limiti per i due inquinanti PM10 e biossido di azoto».

In particolare, per il PM10 il limite massimo pari a 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 μg/m3 è stato rispettato in tutti i siti eccetto presso LU-Capannori, stazione di fondo della Zona del Valdarno Pisano e Piana Lucchese, mentre il limite di 40 μg/m3 come media annuale è rispettato in tutte le stazioni da almeno 10 anni; per l’NO2 invece il valore limite di 40 μg/m3 come media annuale è stato rispettato in tutte le stazioni eccetto presso FI-Gramsci, stazione di traffico dell’Agglomerato di Firenze mentre il limite massimo di 18 superamenti della media oraria di 200 μg/m3 è stato rispettato in tutte le stazioni.

Guardando agli altri inquinanti monitorati, il 2019 ha confermato l’assenza di criticità alcuna ed il pieno rispetto dei valori limite per quanto riguarda CO, SO2 e benzene; pieno rispetto dei valori limite anche per il piombo e dei valori obiettivo per arsenico, nichel e cadmio.

Per quanto riguarda infine l’idrogeno solforato (H2S) naturalmente presente nelle aree geotermiche e vulcaniche, i valori registrati presso le stazioni della rete regionale sono ampiamente inferiori al riferimento dell’Oms-Who, per entrambi i siti di monitoraggio.

Per quanto riguarda in particolare il disagio olfattivo, presso il sito di PI-Montecerboli «la percentuale delle ore in cui esso potrebbe presumibilmente avere creato un disagio è stata nettamente inferiore agli anni precedenti».

Guardando più nel dettaglio i dati raccolti dalla stazione di PI-Montecerboli sulla qualità dell’aria, ARPAT ha rilevato 1 solo superamento nell’intero 2019 per la media giornaliera di 50 μg/m3 relativa al PM10 (contro i 38 di Capannori, la performance peggiore).

Per quanto riguarda più nello specifico l’H2S, la media annuale rilevata a Pomarance risulta pari a 4 μg/m3, con un picco massimo di media giornaliera pari a 33 μg/m3 toccato il 6 dicembre scorso, comunque largamente inferiore al valore guida indicato dall’OMS per la protezione della salute che e pari ad una media giornaliera di 150 μg/m3.

Quella di Pomarance rientra inoltre tra le stazioni di rete regionale in cui è stato effettuato il monitoraggio di B(a)P e metalli pesanti secondo la DGRT 964/15: nell’elaborazione degli indicatori riportata da ARPAT, dove sono disponibili i dati per l’agglomerato di Firenze, per la zona costiera e per quella collinare e montana, la stazione PI-Montecerboli riporta la qualità dell’aria migliore.

Nel corso del 2019 si è infatti registrata una media annuale per il piombo pari a 1,4 ng/m3 (valore limite 500 ng/m3), per l’arsenico pari a 0,3 ng/m3 (valore obiettivo 6 ng/m3), per il cadmio pari a 0,1 ng/m3 (valore obiettivo 5 ng/m3), per il nichel pari a 1,3 ng/m3 (valore obiettivo 20 ng/m3).