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Elettricità da rinnovabili, nell’ultimo mese la geotermia è la fonte cresciuta di più

TERNA registra un aumento nella produzione pari allo 0,4% per il fotovoltaico e oltre il doppio per la geotermia, mentre le altre FER sono in calo

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TERNA registra un aumento nella produzione pari allo 0,4% per il fotovoltaico e oltre il doppio per la geotermia, mentre le altre FER sono in calo


Nel mese di settembre 2021, l’ultimo finora analizzato da TERNA – la società che gestisce la rete elettrica nazionale – la geotermia figura la fonte rinnovabile con la produzione di elettricità più in crescita.

Secondo i dati raccolti da TERNA, a settembre l’Italia ha consumato 27 miliardi di kWh di energia elettrica: si tratta di un valore in crescita dell’1,9% rispetto allo stesso mese del 2020 e superiore del 2% rispetto a quello del 2019.

Com’è stata soddisfatta questa domanda di energia? Per circa l’85% con produzione nazionale, e per la quota restante (15%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

La produzione nazionale netta (23,1 miliardi di kWh) ha però registrato una diminuzione del 6,2% rispetto a settembre 2020. In questo contesto le fonti rinnovabili, che hanno coperto complessivamente il 31% della domanda elettrica mensile, sono tutte in calo tranne la geotermia e il fotovoltaico.

Più nel dettaglio, a settembre 2021 si registra un lieve aumento della produzione fotovoltaica (+0,4%) e una più marcata crescita di quella geotermica (+0,9%), con una netta riduzione della produzione eolica (-26,2%) e della produzione idroelettrica (-23,3%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Una conferma dell’importanza della fonte geotermica per la stabilità degli approvvigionamenti di energia nazionali, oltre che naturalmente di quelli toscani.

La nostra Regione conta infatti 34 centrali geotermoelettriche dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, per un totale di 37 gruppi di produzione: i 6 miliardi di KWh prodotti annualmente in Toscana, oltre a soddisfare il 33% circa del fabbisogno elettrico regionale, forniscono calore utile a riscaldare oltre 10 mila case, 30 ettari di serre e aziende della filiera agroalimentare, floricola e dell’artigianato.