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    Coltivazione sperimentale di Spirulina e altre microalghe in ambiente geotermico

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    Abastract di progetto

    Il progetto, iniziato a giugno 2017 e terminato a settembre 2018, è nato grazie ad un accordo tra CoSviG ed Enel Green Power. Si tratta del primo tentativo di coltivazione del cianobatterio Spirulina (Arthrospira platensis), volto a valutare la fattibilità tecnica ed economica dell’utilizzo di alcuni sottoprodotti della generazione geotermoelettrica in impianti a ciclo aperto:

    • acqua geotermica dalle torri di raffreddamento della centrale, come vettore termico utile a mantenere condizioni di crescita (22-37°C);
    • CO2 contenuta in rapporto 80-90 % v:v nei gas in uscita dagli AMIS (Abbattitori di Mercurio ed Idrogeno Solforato), come fonte di carbonio per la produzione di biomassa e per mantenere un pH idoneo alla coltivazione.

    I test sono stati condotti sotto la regia di Fotosintetica & Microbiologica S.r.l., spin off del Dipartimento di scienze produzioni agroalimentari e dell’ambiente dell’Università di Firenze, presso la centrale EGP “Chiusdino 1”, in una serra sperimentale di circa 125 m2 appositamente costruita e costituita da: 2 fotobioreattori GreenWall Panel (GWP), 2 vasche RaceWay Pond (RWP), sistema di stoccaggio ed un’area di servizio ausiliaria. La scelta di adottare 2 tipologie di coltivazione risiede nella necessità di confrontare tecnologie produttive differenti, nelle quali effettuare comparazioni con un controllo non riscaldato e che utilizza CO2 alimentare.

    I risultati ottenuti dalla sperimentazione evidenziano che:

    • L’uso di gas AMIS non riduce la produttività, né compromette la qualità della stessa, bensì ne aumenta il tasso di produzione;
    • Il riscaldamento delle colture contribuisce ad una produttività di biomassa superiore del 25% rispetto al controllo
    • Il calore è elemento fondamentale della sostenibilità del processo produttivo
    • Il costo di produzione della biomassa algale grezza con geotermia è inferiore di circa il 60% rispetto alle colture tradizionali

    La seconda fase del progetto è iniziata ad aprile 2019 e prevede una serie di attività sperimentali, volte ad approfondire ulteriormente alcuni risultati ottenuti durante la prima fase, oltre che sperimentare la coltivazione su altre specie di microalghe di interesse commerciale e coltivabili in parallelo o in alternativa alla Spirulina.
    Sono inoltre in corso di svolgimento una serie di attività, volte ad attrarre investimenti per lo sale-up della produzione e sviluppare una filiera locale per la produzione ed utilizzo di microalghe, in un’ottica di economia circolare.

    Il progetto vede coinvolti due tecnici del CEGLab, formati da Fotosintetica & Microbiologica e che hanno seguito la conduzione dei test nella serra sperimentale.

     

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