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Il nuovo Green Deal europeo passa anche per la geotermia

Ad oggi l’unica area vasta europea carbon neutral è la Provincia di Siena, anche grazie alla geotermia. Dumas (EGEC): «Il Green Deal europeo deve guardare al comparto del calore per affrontare la crisi climatica»

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Ad oggi l’unica area vasta europea carbon neutral è la Provincia di Siena, anche grazie alla geotermia. Dumas (EGEC): «Il Green Deal europeo deve guardare al comparto del calore per affrontare la crisi climatica»


La Commissione UE ha presentato la sua attesa comunicazione sul Green Deal – che nei giorni scorsi ha già ottenuto un primo via libera da parte del Consiglio Europeo –, definito dalla presidente Ursula von der Leyen «la nostra nuova strategia per la crescita, una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. Tutti noi possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre. Muovendoci per primi e rapidamente aiuteremo la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale».

Il Green Deal è una strategia di sviluppo che pone tra i principali obiettivi quello di rendere, entro il 2050, l’Europa il primo continente a impatto climatico zero – ovvero dove la capacità degli ecosistemi locali di assorbire CO2 è sufficiente a compensare i gas serra emessi –, tagliando le emissioni del 50-55% già al 2030: ad oggi l’unica area vasta europea ad aver raggiunto questo obiettivo è italiana, ovvero il territorio della Provincia di Siena, dove la carbon neutrality è stata traguardata già nel 2011, anche grazie al contributo data dalla coltivazione sostenibile della geotermia (arrivata a coprire il 92% di tutta l’energia prodotta sul territorio provinciale).

Ma anche a livello europeo, il contributo della geotermia sarà fondamentale per raggiungere la neutralità climatica a livello europeo, e non solo tramite la produzione di energia elettrica rinnovabile: «Il Green Deal europeo deve guardare al comparto del calore per affrontare la crisi climatica», osserva in proposito il segretario generale dei EGEC (il Consiglio Europeo per l’Energia Geotermica), Philippe Dumas.

Ad oggi, infatti, a livello europeo il 47% dei consumi finali di energia viene ad oggi assorbito per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, ma il contributo delle rinnovabili nel comparto si ferma al 19%.

Per questo i membri di DecarbHeat (un’iniziativa che riunisce i principali attori dell’industria del riscaldamento e del raffreddamento in Europa, EGEC compreso) sottolineano che la decarbonizzazione del settore sarà un fattore di successo per il Green Deal europeo:

«Attraverso un approccio integrato, siamo convinti – dichiara Pedro Dias per DecarbHeat – che questo settore possa contribuire notevolmente a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, introducendo sul mercato alternative energetiche sicure, convenienti e rispettose del clima, basate su soluzioni di riscaldamento e raffreddamento efficienti e rinnovabili». Come la geotermia.