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Geotermia: per il GSE, senza geotermia la Toscana avrebbe fallito gli obiettivi burden sharing per le rinnovabili

Arrivano dal calore della terra 522 ktep/anno di elettricità e 57 ktep/anno per il settore termico

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Arrivano dal calore della terra 522 ktep/anno di elettricità e 57 ktep/anno per il settore termico


Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato, con il supporto dell’ENEA, il nuovo rapporto di monitoraggio Fonti rinnovabili in Italia e nelle regioni, che presenta i dati ufficiali sui consumi finali lordi di energia rilevati nel Paese tra il 2012 e il 2019. Si tratta di un documento che mette in evidenza il ruolo fondamentale della geotermia nel raggiungimento degli obiettivi sulle fonti rinnovabili assegnati alla Toscana, e dettagliati dal cosiddetto decreto Burden sharing.

È infatti il decreto 15 marzo 2012 del ministero dello Sviluppo Economico (MISE) a fissare il contributo che le diverse regioni e province autonome italiane sono tenute a fornire ai fini del raggiungimento dell’obiettivo complessivo nazionale – a sua volta individuato a livello europeo – attribuendo a ciascuna di esse specifici obiettivi regionali di impiego di fonti rinnovabili al 2020.

Per quanto riguarda nello specifico la Regione Toscana, l’obbiettivo al 2020 in termini di quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili era fissato a 16,5%, un target raggiunto e superato già dal 2015, anche se dal 2017 – anno di picco col 17,8% – è iniziato un calo che ha portato oggi il dato al 16,7%.

Un risultato che sarebbe stato impossibile da raggiungere senza il contributo fondamentale della geotermia.

Il GSE documenta infatti che, in Toscana (dati 2019), dal calore naturalmente presente nel sottosuolo arrivano 522 ktep di elettricità (su un totale di 737 di consumi coperti da fonti rinnovabili) e 57 ktep per il settore termico (su un totale di 568 di consumi coperti da fonti rinnovabili).

Dunque, oltre il 70% dell’elettricità che consumiamo proveniente da fonti rinnovabili è garantita in Toscana dalla geotermia; sotto il profilo termico, tra le fonti rinnovabili la parte del leone spetta invece alle biomasse solide impiegate nel settore residenziale.

«La Toscana punta ad essere autosufficiente nella produzione di energia elettrica rinnovabile nel giro di trent’anni così da essere completamente indipendenti dalle fonti fossili. Attualmente – confermano dalla Regione – le fonti rinnovabili in Toscana coprono oltre il 40% (dei consumi finali lordi di energia, ndr) grazie soprattutto al contributo della geotermia».