Home Geotermia News Geotermia: Il Regno Unito punta forte sulla geotermia: nuove centrali e industria...

Geotermia: Il Regno Unito punta forte sulla geotermia: nuove centrali e industria del litio da record

Law: «Il calore e l'energia geotermica sono già pronti per aiutare il mondo a raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero»

798
0
CONDIVIDI
La centrale geotermica di United Downs in Cornovaglia dovrebbe entrare in funzione nel 2022 e potrebbe arrivare a produrre 1.500 tonnellate di litio entro la fine del 2023. [Geothermal Energy Ltd]

Law: «Il calore e l’energia geotermica sono già pronti per aiutare il mondo a raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero»


Il Regno Unito sta iniziando solo adesso a scoprire le potenzialità di sviluppo sostenibile offerte dalla geotermia, ma sembra già non poterne più fare a meno.

La società Geothermal Engineering Ltd sta realizzando in Cornovaglia la prima centrale geotermoelettrica del Paese, la United Downs che dovrebbe entrare in funzione nel 2022, ma sta già progettando di realizzare nella contea quattro nuovi impianti che insieme produrranno tanta energia da alimentare circa 45mila abitazioni; si stima che ogni centrale impiegherà 18 mesi per essere completata, permettendo di arrivare a terminare i lavori in tutti i siti entro il 2026.

Soprattutto, l’entusiasmo verso questa fonte rinnovabile sta rivelando potenzialità sorprendenti: la società dichiara di aver scoperto, grazie a test indipendenti, nel sito di United Downs, la più alta concentrazione di litio mai rilevata nel fluido geotermico, aprendo così le porte a nuovi modelli di business.

«Ci sono più di 250 milligrammi per litro (mg/L) nel fluido, che è la concentrazione più alta mai scoperta nei fluidi geotermici in qualsiasi parte del mondo – spiegano dalla Geothermal Engineering Ltd (GEL) – Sulla base dei risultati di questi test, GEL sta esaminando il potenziale per la produzione di 4.000 tonnellate di litio all’anno dai prossimi siti che sta pianificando entro il 2026».

Il litio è un metallo che si trova naturalmente in quasi tutti i continenti, naturalmente con concentrazioni assai eterogenee.

Ad oggi è estratto soprattutto negli importanti bacini rappresentati da Sudamerica e Australia, dove viene poi spedito in Cina per essere trasformato in litio per batterie; infine, le batterie vengono inviate in Europa per essere installate nei veicoli elettrici.

Si tratta di un modello insostenibile quanto costoso per i consumatori europei: per questo si è innescata una corsa a per produrre litio a zero emissioni di carbonio di provenienza locale.

«Il calore e l’energia geotermica sono già pronti per aiutare il mondo a raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero – commenta il fondatore e ad della Geothermal Engineering Ltd, Ryan Law – L’aggiunta della produzione di litio senza impronta di carbonio o danno ambientale aiuterà a portare avanti più progetti geotermici nel Regno Unito e offrirà maggiori opportunità per lavori verdi. Se l’UK vuole raggiungere l’obiettivo del Governo di produrre solo veicoli elettrici entro il 2035, dobbiamo trovare modi più sostenibili e geopoliticamente più affidabili per fornire batterie al litio. Stabilire una significativa produzione di litio onshore nel Regno Unito incoraggerebbe anche lo sviluppo di un’economia basata sulle batterie agli ioni di litio in UK e potrebbe attirare ulteriori importanti opportunità di investimento per la Cornovaglia e il sud-ovest».

La scoperta dell’eccezionale concentrazione di litio nel fluido geotermico esaminato implica infatti la possibilità di poter creare un grande impianto di lavorazione, forse anche una gigafactory per batterie in Cornovaglia, come spiega Law a Euractiv.

Sarebbe un’enorme occasione per la contea, che è una delle più povere d’Inghilterra e che così potrebbe vedere un parziale ritorno all’attività mineraria per cui era nota nei decenni passati.

Questo aspetto relativo all’estrazione mineraria ha anche contribuito a rendere partecipe la comunità, insieme agli sforzi dell’azienda, secondo Cherilyn Mackrory, deputata conservatrice della Cornovaglia: «È importante dire che [l’azienda] ha portato la comunità con loro, perché penso che avrebbe potuto essere un progetto potenzialmente spaventoso per una comunità rurale locale. Ma in realtà, la comunità è stata davvero coinvolta e resa partecipe, perché vede i benefici di ciò che sta arrivando».

«Il litio geotermico – spiegano nel merito dal Consiglio Europeo per l’Energia Geotermica (EGEC) – differisce dal litio estratto in maniera tradizionale in quanto ha un impatto ambientale quasi zero, e comporta un utilizzo marginale di acqua e suolo. I metodi di estrazione tradizionali fanno affidamento su processi di evaporazione per produrre questo prezioso metallo. Negli impianti geotermici, invece, la brina ricca di litio viene pompata in superficie direttamente dai pozzi geotermici. Il calore trasportato dalla brina viene utilizzato per produrre energia rinnovabile, mentre la brina, al netto del litio, viene reiniettata nel pozzo. Un singolo impianto di energia geotermica può, dunque, produrre elettricità, riscaldamento, raffreddamento e materie prime come il litio, con un processo a zero emissioni di carbonio. Un quadruplo vantaggio, sia in termici economici che ambientali».

Anche a Larderello sono già stati individuati giacimenti non convenzionali di litio geotermico, una chance per lo sviluppo industriale del territorio che però attende ancora di essere esplorata.