Home Geotermia News A Monterotondo Marittimo nasce MUBIA

A Monterotondo Marittimo nasce MUBIA

Sabato 30 marzo l’inaugurazione del geomuseo delle Biancane. Il sindaco Termine: «Punto di svolta straordinario ai fini della divulgazione dei fenomeni geologici che avvengono all’interno del Parco».

85
0
CONDIVIDI

Un nuovo, straordinario elemento attrattivo legato alla geotermia nascerà negli spazi dell’ex centrale dei Lagoni Boraciferi, a Monterotondo Marittimo, offrendo ai visitatori un vero e proprio viaggio virtuale al centro della terra: è MUBIA, il geomuseo delle Biancane, nato per valorizzare al meglio l’omonimo Parco naturalistico, e la cui inaugurazione è attesa per sabato 30 marzo.

Immerso nei vapori spontanei del suo Parco, luogo già di per sé caratterizzato da una straordinaria bellezza, in cui piante, roccia e persino il terreno assumono inedite tonalità cromatiche per effetto delle manifestazioni geotermiche naturali un paesaggio quasi lunare, MUBIA si presenta come un progetto di grande valenza culturale e rigore scientifico, destinato a essere il volano del futuro sviluppo turistico del territorio: commissionato dal Comune, il progetto di allestimento è curato dall’architetto Marco Del Francia, ispiratosi alla metafora letteraria come forma di narrazione museografica.

A curare il progetto scientifico sono stati chiamati Armando Costantini e Giancarlo Pagani dell’Università di Siena, e Alessandra Casini, direttore del Parco delle Colline Metallifere mentre gli allestimenti sono realizzati da Studio 490, Space e Quadricomia.

«La nascita del Geomuseo – commenta Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo – rappresenta un punto di svolta straordinario ai fini della divulgazione dei fenomeni geologici che avvengono all’interno del Parco delle Biancane. Il Geomuseo ha una specifica valenza didattica, ma rappresenta al tempo stesso un’importantissima attrazione turistica, per il modo originale e avveniristico in cui è stato concepito. Per questo risultato è doveroso ringraziare l’assessore al turismo Orano Pippucci, che ha seguito personalmente la costruzione del progetto ed è stato pioniere nel riconoscere le potenzialità del sito delle Biancane. Un ringraziamento è doveroso al consigliere comunale Emi Macrini, per aver fatto ottenere al GeoMuseo un finanziamento europeo».

Già oggi il Parco Naturalistico delle Biancane è la principale attrattiva turistica del territorio di Monterotondo Marittimo (oltre 17mila le presenze nel solo 2017), risultato che il geomuseo conta di migliorare ancora.

Nel complesso, la scenografia del geomuseo si preannuncia dirompente: a fare da sfondo al taglio inaugurale del nastro sarà un gigantesco globo scuro di oltre 10 metri di diametro, che, addossato a quelle che erano le pareti di fondo dell’ex centrale dei Lagoni Boraciferi sarà una sorta di geo-nave in grado di accompagnare i propri ospiti alla scoperta della geotermia e del sottosuolo delle Biancane.

Attraverso proiezioni su grandi schermi, il viaggio multimediale sarà immersivo, emozionante e coinvolgente.

E poi schermi, pannelli, grafici, postazioni di approfondimento, disposti lungo le pareti del museo; o ancora il Laboratorio del prof. Lidenbrock, (il famoso personaggio del romanzo letterario Viaggio al centro della terra), dotato di piccoli congegni contemporanei in grado di far divertire e allo stesso tempo educare un pubblico di tutte le età.

Il MUBIA, inoltre, sarà anche porta del Parco delle Colline Metallifere, ormai un’eccellenza di calibro internazionale.

Su 10 geoparchi italiani riconosciuti dall’UNESCO ben 2 sono toscani, uno dei quali è rappresentato dalle Colline Metallifere Grossetane (Tuscan Mining UNESCO Global Geopark) dove si aprono proprio le Biancane, che a loro volta rappresentano il più rilevante Geosito di Importanza Internazionale (GIR) presente sul territorio.

«MUBIA è un atto di amore e di riconoscenza verso questa terra – testimonia Alessandra Casini, direttore del Parco Colline Metallifere – che è stata protagonista della nascita della geotermia, un vero e proprio primato mondiale: dalla scoperta dell’acido borico alla produzione di energia elettrica. È il risultato di un lungo progetto di valorizzazione del patrimonio territoriale, che darà un valido motivo in più per visitare questo bellissimo luogo».