Nel corso del 20° secolo, l’Islanda è passata da essere uno dei paesi più poveri d’Europa, dipendente dalle materie prime importate, ad essere un paese con un alto tenore di vita, dove praticamente tutta l’energia è derivata da risorse rinnovabili.
Nel 2014, circa l’85% del consumo di energia primaria in Islanda è venuta da fonti rinnovabili interne.
Iceland Deep Drilling Project è un impianto di perforazione nel sud-ovest dell’Islanda.
Entro la fine dell’anno IDDP spera di creare il buco più bollente del mondo, profondo oltre 5 chilometri, raggiungendo temperature tra i 400 e i 1000 gradi.
Se tutto andrà come previsto l’energia liberata dal superbuco sprigionerà 50 megawatt, sufficenti ad alimentare oltre 50.000 abitazioni, la metà di quelle islandesi, in cui vivono 300.000 abitanti.




















