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Geotermia, il Consiglio Regionale approva una mozione in difesa degli incentivi

L’atto, sottoscritto da consiglieri del gruppo PD, impegna la Giunta ad «attivarsi con immediatezza nei confronti del Governo, nonché in sede di conferenza Stato-Regioni». Per il capogruppo M5S Giannarelli il sottosegretario Crippa «verrà presto a visitare le aree geotermiche della nostra regione»

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Il Consiglio Regionale della Regione Toscana ha approvato a maggioranza una mozione che impegna la Giunta ad «attivarsi con immediatezza nei confronti del Governo, nonché in sede di conferenza Stato-Regioni» a tutela della geotermia, ovvero la fonte rinnovabile che maggiormente caratterizza il nostro territorio e la cui coltivazione è oggi messa a rischio: come noto, infatti, il Governo nazionale ha cancellato dallo schema di decreto FER1 – per la prima volta – gli incentivi all’attività geotermoelettrica tradizionale, e appare intenzionato a confermare questa impostazione anche all’interno del FER2 in fase di elaborazione.

La mozione, presentata da Andrea Pieroni e Alessandra Nardini – e sottoscritta anche da altri consiglieri del gruppo PD (Antonio Mazzeo, Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Valentina Vadi, Stefano Baccelli, Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Elisabetta Meucci, Fiammetta Capirossi e Giacomo Bugliani) –, chiede il ripristino del quadro incentivante e che, dunque, il testo del FER1 «venga da subito modificato nell’ottica sia degli obiettivi al 2030 in materia di diffusione di tecnologie rinnovabili, di contrasto ai cambiamenti climatici ed economia circolare, sia della tenuta occupazionale e degli investimenti nel settore della geotermia».

Pieroni, che ha illustrato l’atto in aula ricordando come la geotermia sia «risorsa rinnovabile, costante nella disponibilità e inesauribile», ha avuto , nel suo intervento, parole abbastanza dure al riguardo: «Questa mozione – ha detto – risale a qualche tempo fa e avrei auspicato che a fine febbraio 2019 le cose fossero cambiate, ma non è stato così. Anzi il quadro è ancora più allarmante, soprattutto per una regione come la nostra, dove il rapporto con la geotermia è davvero un binomio inscindibile. Poche settimane fa la Toscana si è dotata di una legge innovativa sulla geotermia – ha continuato poi – una legge che fa scuola, che guarda alla tutela ambientale, al controllo sugli impianti, alle ricadute occupazionali, definendo un quadro di garanzie sia per gli investitori che per i cittadini».

A suo tempo il sottosegretario del MISE con delega all’Energia, Davide Crippa (M5S,) aveva dichiarato che gli incentivi alla «geotermia più avanzata tecnologicamente» sarebbero stati inseriti nel FER2, ma, dalle ultime indiscrezioni, filtra che, anche in quel provvedimento, la geotermia tradizionale continuerà ad essere esclusa, alimentando così ampie preoccupazioni sul territorio.

Da parte sua, il capogruppo del M5S, Giacomo Giannarelli, ha però rassicurato in aula mettendo in guardia da quelli che ha definito «falsi allarmismi». Secondo Giannarelli – come riporta il Consiglio regionale – con il FER2 il Governo, dopo una fase di ascolto di lavoratori, cittadini e imprese, offrirà una disciplina più organica per la geotermia, guardando all’abbattimento delle emissioni, in un regime di concorrenza.

«Assicuro che gli interessi toscani sono pienamente rappresentati – ha concluso – Il sottosegretario verrà presto a visitare le aree geotermiche della nostra regione», anche se finora tutte le richieste d’incontro recapitate dai Comuni geotermici non sono andate a buon fine, tanto che i rispettivi sindaci stanno valutando di autoconvocarsi al MISE, e minacciando in alcuni casi lo sciopero della fame se non avranno possibilità di confronto con il Governo sul tema degli incentivi.