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Geotermia: Energia e Produzioni Agroalimentari

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Sergio Chiacchella, CoSviG: “L’uso della geotermia nei cicli produttivi agroalimentari ha permesso di coniugare tradizione e innovazione e valorizzare un intero territorio”

Fonte: GeotermiaNews.it

Autore: Sergio Chiacchella, Direttore Generale CoSviG

Negli ultimi mesi, aspettando l’emanazione delle “Linee guida nazionali” e di quelle regionali sulla possibilità e modalità di avviare nuove attività di ricerca e coltivazione della risorsa geotermica, si sono acuite problematiche relative alla sua accettazione sociale. Forte il dibattito sulla definizione della “buona geotermia”, tanti i distinguo su cosa sia bene fare, le dimensioni degli impianti, l’opportunità di utilizzare il calore del sottosuolo solo per scopi termici o consentire anche la produzione di energia elettrica. Le preoccupazioni legittime delle popolazioni che a seguito dell’entrata in vigore dei decreti legislativi 22/10 e 28/11 hanno visto proliferare richieste di permessi di ricerca geotermici, a volte senza la sufficiente informazione, non hanno ancora ricevuto adeguate risposte. In questo contesto il confronto rischia di trasformarsi in scontro ideologico perdendo di vista le questioni fondamentali.
Ritengo che la geotermia sia una risorsa rinnovabile assolutamente strategica, che debba essere sviluppata per contribuire ad uscire dall’epoca delle fonti fossili, che possa essere coltivata in un quadro di sostenibilità ambientale.
Strettamente correlata a questi presupposti c’è la considerazione che per essere concretamente praticabili con la più ampia condivisione anche “le cose buone vanno fatte bene”. A maggior ragione se si parla di attività diffuse sul territorio come è il caso della geotermia. Quali sono gli elementi indispensabili perché la coltivazione di questa risorsa abbia un futuro?
In primo luogo è necessario un quadro normativo che garantisca la governance da parte delle Amministrazioni Pubbliche in un percorso condiviso fra i diversi livelli istituzionali e con un ruolo di primo piano per le Amministrazioni Comunali – più vicine alle popolazioni e più immediatamente coinvolte dagli impatti dell’uso di una risorsa che, non va dimenticato, è un bene pubblico anche se affidato in concessione a soggetti privati.
La valutazione della capacità e affidabilità tecnica ed economica e delle competenze scientifiche delle imprese che chiedono le concessioni dei bacini geotermici, è indispensabile perché vengano applicate le migliori tecnologie nelle specifiche situazioni (temperature, profondità dei bacini, chimismo dei fluidi…) e contenuti gli impatti inevitabilmente connessi a qualsiasi attività umana.
Infine, l’attivazione di percorsi, a livello di territorio, per cui la geotermia (nelle differenti caratteristiche e utilizzazioni) possa assumere il ruolo di motore attorno cui far crescere iniziative coerenti con un modello di sviluppo sostenibile. Un esempio è costituito dagli usi diretti della risorsa, da sempre presenti nelle aree geotermiche toscane, ma che negli ultimi anni hanno assunto caratteristiche di “sistema”.
Le attività agricole e di trasformazione dei prodotti tradizionali hanno trovato nuova linfa vitale dalla sostituzione delle fonti energetiche fossili nei cicli produttivi con energie rinnovabili (prima fra tutte la geotermia). Il risultato più immediato è stato un miglioramento economico, ma accanto a questo, la possibilità di promuovere il prodotto (ed il territorio) per il minor impatto ambientale dell’attività.  E’ nata l’opportunità per “alleanze” con soggetti operanti in settori diversi ma con una comune sensibilità ambientale. Penso, ad esempio, alla “Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili” che ha fatto proprio il principio del “buono, pulito e giusto” di Slow Food – dove pulito è diventato una caratteristica non solo delle materie prime usate ma anche del ciclo produttivo e dove, al termine di un comune percorso in difesa della biodiversità e per la valorizzazione di razze autoctone, nei giorni scorsi è stato istituito il Presidio dell’Agnello Pomarancino.

Sergio Chiacchella
Direttore Generale CoSviG Scrl