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Geotermia: Ecco la posizione delle forze politiche toscane

La maggioranza sostiene con forza lo sviluppo di questa fonte rinnovabile e la necessità di incentivi, mentre il M5S «a tutti i livelli di governo ritiene la geotermia un’energia rinnovabile e strategica» e anche «la Lega chiede di inserire gli incentivi nel FER2». Soddisfazione per la «discussione abbastanza aperta e propositiva» dai cittadini di GeotermiaSì

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Il Consiglio Regionale straordinario che si è svolto ieri a Larderello ha rappresentato un’occasione di confronto politico a tutto campo sulla geotermia, convocato per la prima volta direttamente nel luogo dove, per la prima volta al mondo,è nata la tecnologia per coltivare questa fonte rinnovabile.

Dopo l’apertura della giornata, affidata al presidente Eugenio Giani e all’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni, è stata la sindaca di Pomarance, Ilaria Bacci a rappresentare la voce del territorio: «La geotermia costituisce la nostra risorsa fondamentale, ha forgiato il nostro territorio e su di essa si basa il nostro sviluppo economico. Ma non è importante solo per noi: è un’energia rinnovabile della Toscana e dell’Italia tutta, che merita tutela. Siamo qui per lavorare per quest’obiettivo».

Come noto, infatti, nel decreto FER1 è stato, per la prima volta, cancellato il quadro incentivante per questa fonte, ma, al termine del tavolo di confronto aperto con il Governo lo scorso 18 luglio, si sono riaperti dei primi concreti spiragli per il re-inserimento nel FER2, attualmente in fase di elaborazione, addirittura con la legge regionale toscana sulla geotermia – approvata a inizio anno – presa come punto di riferimento.

«Auspichiamo di portare le nostre istanze alla Regione, che sarà l’interlocutore unico col Mise – ha concluso Bacci – per arrivare a un decreto che possa concretamente darci la possibilità di attingere agli incentivi».

Un intervento propedeutico alla seduta di Consiglio, che ha visto tutte le forze politiche in campo prendere posizione sul tema della geotermia.

Il primo consigliere a prendere la parola è stato Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), per il quale «abbiamo una fortunata dotazione, la geotermia, ma avremmo dovuto fare un nuovo Piano Energetico regionale per diversificare le fonti rinnovabili e superare il modello di produzione centralizzato: l’energia geotermica non è sempre pulita, dipende dal tipo di tecnologie utilizzate e dalla composizione del fluido geotermico. Un problema serio è quello dell’Amiata per il fluido, mentre per le tecnologie siamo convinti che servano a emissioni zero di inquinanti e CO2. Gli incentivi devono essere vincolati a tetti di emissioni».

I consiglieri PD del territorio pisano – Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni – hanno invece sottolineato che «per la Val di Cecina la geotermia è il cuore dell’economia, una risorsa ben oltre il suo significato naturale, qui ha le sue origini e qui deve avere anche il suo futuro. Da mesi ormai quella per il ripristino degli incentivi è una battaglia che combattiamo insieme e la porteremo avanti finché il Governo non metterà nero su bianco gli impegni presi e concretizzerà l’apertura annunciata nell’ultima riunione al MISE. Con la legge regionale abbiamo fatto un grande passo in avanti, adesso tocca al Governo: bloccare lo sviluppo della geotermia significa dichiarare la morte sociale e economica della Val di Cecina e dei territori geotermici».

Nardini ha ringraziato in particolare «i sindaci, i sindacati e il movimento GeotermiaSì per le due grandi manifestazioni dello scorso anno (di Larderello e di Santa Fiora, ndr), perché probabilmente hanno spinto il Governo a rivedere la scelta di escludere gli incentivi alla geotermia»; Pieroni ha invece quantificato la dimensione economica di questi incentivi, stimata attualmente dal GSE in 96,8 milioni di euro, ovvero il 2% degli incentivi dedicati alle rinnovabili non fotovoltaiche; infine, Mazzeo ha posto l’accento sulla dimensione relativa al tessuto economico locale, non limitata solo alla presenza di Enel: «attorno alla geotermia non gravita solo Enel ma centinaia di aziende: prendiamoci un impegno, che questa non sia una battaglia tra fazioni politiche ma per le aziende del territorio. La nostra nuova legge regionale, che è stata presa a riferimento dal Governo per il FER2, che supera una delibera del 2010 che aveva posto limiti emissivi che avrebbero reso di fatto impossibile sviluppare la geotermia».

«Gli incentivi – ha aggiunto il capogruppo PD, Leonardo Marras – servono perché l’impresa proceda negli investimenti sull’innovazione tecnologica. Il punto è il 2024, quando è prevista la scadenza delle concessioni di coltivazione: senza incentivi sarebbe come dire che qui si chiude bottega». Anche il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Marchetti ha dato «parere favorevole» alla battaglia per gli incentivi, sottolineando anche che «le concessioni scadono nel 2024 ed è già ora il momento per riflettere su cosa andremo a fare».

Dal Gruppo Misto del Consiglio regionale, Monica Pecori ha voluto «rappresentare quella parte di popolazione che non è d’accordo con la sostenibilità e la rinnovabilità della geotermia», mentre al contrario Serena Spinelli ha sottolineato la necessità di aree «scelte nell’interesse di tutti i cittadini toscani. Le multinazionali come Enel possono fare paura per il loro potere, ma è importante che la paura non si trasformi in resa: è importante stare al tavolo, guidare lo sviluppo. E questo la nuova legge regionale lo fa, cercando un equilibrio tra elementi delicati come ambiente e lavoro. Si tratta di un lavoro molto complesso, e chi lo semplifica, cerca consenso che è però di breve termine, perché non porta un reale cambiamento nella vita delle persone».

I capogruppo di entrambe le forze presenti nel Governo nazionale, Elisa Montemagni (Lega) e Giacomo Giannarelli (M5S), pur con i relativi distinguo hanno sostenuto la necessità di incentivi alla geotermia.

«Non possiamo essere contrari a qualcosa che abbiamo naturalmente presente sul territorio come la geotermia – ha spiegato Montemagni –, certo dobbiamo portare equilibrio tra l’attività antropica e l’ambiente. Nel FER2 la Lega chiede di inserire gli incentivi, andiamo avanti con giusti accorgimenti per la salute del territorio e del cittadino».

Giannarelli ha invece dichiarato che «come Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli di governo, riteniamo la geotermia sia un’energia rinnovabile e strategica per la nostra regione: nessun posto di lavoro verrà perso, nessun euro verrà tolto alla Toscana. Gli incentivi ci saranno nel FER2, ma vanno dedicati a un modello diverso: innovazione tecnologica, installazioni dei filtri AMIS (Abbattimento Mercurio Idrogeno Solforato, ndr) e soprattutto la realizzazione di centrali geotermiche con torri a secco».

Chiuso il dibattito e votate le risoluzione presentate, a margine dell’evento il movimento GeotermiaSì – che riunisce oggi oltre 5mila cittadini e che ha avanzato per primo la proposta di ospitare un Consiglio regionale straordinario sulla geotermia a Larderello – ha voluto esprimere la propria soddisfazione per quanto emerso nel corso della giornata: «È stata un’iniziativa che ha dimostrato di essere importante – spiegano dal movimento ai nostri microfoni – C’era l’esigenza di un momento di discussione nella zona insieme alle istituzioni, attraverso una discussione abbastanza aperta e propositiva ci siamo fatti un’opinione un po’ più precisa sulle posizioni delle forze politiche nel merito, anche di quelle che finora avevano abbastanza latitato sulla questione geotermia. È stata l’occasione per avere chiarimenti anche di natura più burocratica: è importante sapere che la nuova legge regionale supera i limiti posti dalla delibera del 2010, un chiarimento che permette di impostare la trattativa col Mise su basi più chiare. Anche il presidente Rossi (qui le dichiarazioni, ndr) è stato abbastanza propositivo, portando idee sul CoSviG e sulle imprese che meritano di essere approfondite. Naturalmente continueremo a seguire l’evolversi del confronto tra Regione e Governo, ma il Consiglio di oggi è stato positivo anche se ci preoccupa un po’ non aver visto partecipare i sindaci geotermici dell’Amiata, dato che in questi mesi è stato possibile ricostituire un fronte dei sindaci abbastanza compatto. Per il resto come movimento avevamo posto dieci domande all’attenzione della politica: speriamo che nell’evolversi del dibattito sul FER2 arrivino risposte almeno ai quesiti più importanti, quelli che preoccupano di più i cittadini e per i quali servirebbero risposte un po’ più precise».