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Ambiente ed energia: via libera a maggioranza al nuovo piano pluriennale che punta sulla green economy

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Lotta ai cambiamenti climatici, green economy e prevenzione dei rischi.

Fonte: GoNews.it

Autore: Consiglio regionale – ufficio stampa

Questa le “sfide” del Paer, il Piano ambientale ed energetico della Toscana, che è stato votato questa mattina in Consiglio regionale. Il Piano è stato votato a maggioranza, con il voto contrario di Fratelli d’Italia e l’astensione degli altri gruppi di opposizione. A illustrare il piano all’aula è stata la consigliera Rosanna Pugnalini (Pd), presidente della commissione Attività produttive. Come ha spiegato Pugnalini, il piano pluriennale vuole fornire un quadro di regole certe la cui attivazione concreta si attua nei piani specifici annuali, che guarda all’Europa e si divide in due grandi aree tematiche: sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e contrastare i cambiamenti climatici attraverso la diffusione della green economy; promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione e la gestione dei rischi. Rispetto alle sfide che il Paer lancia, la messa in sicurezza implica investimenti elevati che contrastano con le ridotte capacità di spesa degli enti pubblici. Per questo è stato deciso di stimare, per tutte le aree di intervento, il fabbisogno totale e favorire uno stanziamento annuo costante da destinare alla realizzazione degli interventi.In particolare, per il programma straordinario degli interventi strategici per la risorsa idrica, si ipotizzano 875 milioni di euro, per la difesa del suolo un fabbisogno minimo di 1,5 miliardi, per gli interventi strategici per la difesa della costa 190 milioni e per il programma pluriennale per la sicurezza sismica 390 milioni di euro. In tema di green economy, le priorità puntano alla creazione di un’economia in cui le quattro fasi dello sviluppo (ricerca, produzione, installazione impianti, consumo sostenibile ed efficienza) siano realmente integrate. Si tende all’evoluzione di nuove forme di riutilizzo dei rifiuti, ma anche alla diversificazione degli usi dalla fonte geotermica con la media entalpia, all’uso degli scarti agricoli e di manutenzione delle aree boscate per la produzione di energia così come alla valorizzazione del legno per l’impiego in eco-edilizia. La Toscana è chiamata a raggiungere il target del 16,5 per cento di consumo da rinnovabili termiche ed elettriche sul consumo energetico complessivo. Nel Paer sono inoltre definiti i valori per preservare il patrimonio naturale e conclude un lavoro iniziato nel 2008 in collaborazione con il Wwf, in questo senso la Toscana si avvia ad essere la prima regione a dare attuazione a quanto previsto dalla normativa per la tutela della biodiversità, sia a livello nazionale che europeo. “L’obiettivo – ha detto Pugnalini – è quello di promuovere l’integrazione tra ambiente, salute, e qualità della vita e un uso sostenibile delle risorse natura”. Anche in materia di geotermia “è stata svolta una discussione approfondita per trovare un equilibrio tra lo sviluppo di una grande risorsa e le esigenze del territorio, e pensiamo di aver trovato un equilibrio sulle questioni socio ambientali ed economiche”. Ferrucci (Pd): “Toscana modello di sviluppo, anche energetico” “La Toscana è la prima Regione ad aver messo a punto un programma pluriennale che unisce piano energetico, tutela ambientale e prevenzione dei rischi. Ambiente, sviluppo sostenibile e salute: ancora una volta la Toscana raccoglie la sfida e diventa un modello anche per le altre realtà del Paese. Non posso che esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto oggi in consiglio regionale. Con l’approvazione del Paer ci dotiamo, infatti, di uno strumento che definisce obiettivi fondamentali per il futuro della nostra Regione; obiettivi che riteniamo indispensabili per i nostri territori e per la qualità della vita dei nostri cittadini. Mi riferisco alle politiche sul risparmio energetico, alla diffusione delle green economy e dunque al contrasto ai cambiamenti climatici. Inoltre, nella stessa direzione va la moratoria di sei mesi per quanto riguarda l’attività geotermica: questo lasso di tempo ci permetterà di aprire una discussione adeguata e in seguito di arrivare a una nuova regolamentazione in grado di tenere di conto delle diverse caratteristiche e sensibilità dei territori interessati a questo tipo di estrazione”.