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Europa è allarme smog, al Forum QualEnergia la mobilità sostenibile

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Provoca 467mila morti all’anno. A lanciare la denuncia il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente. Alla conferenza nazionale “Che clima che fa” a Roma, la seconda giornata è dedicata proprio alla mobilità sostenibile

Fonte: La Nuova Ecologia

Autore: Elisabetta Galgani

Allarme inquinamento, in Europa lo smog provoca 467mila morti all’anno. A lanciare la denuncia dei dati del rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente: «Serve una trasformazione radicale della nostra mobilità. La riduzione delle emissioni, pur avendo determinato un miglioramento, non è abbastanza».

E la seconda giornata del Forum QualEnergia a Roma è dedicata proprio alla mobilità sostenibile. Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando – dice l’Agenzia europea per l’ambiente – l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana ed abbassa la qualità della vita. Il rapporto «Qualità dell’aria in Europa 2016» presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Ue è stato esposto alle cosiddette «polveri sottili» (il particolato PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. E proprio il particolato, spiega il rapporto, ha causato in Europa almeno 467mila morti premature. Mentre le vittime del biossido di azoto (NO2) sono 71mila e quelle dell’ozono (O3) sono 17mila. Datti allarmanti anche se le tre cifre non possono essere sommate a causa di numerose sovrapposizioni fra i tre inquinanti.

Un situazione allarmante secondo Legambiente: i dati sono stati pubblicato proprio nel giorno in cui ha approvato la revisione della direttiva sui limiti delle emissioni nazionali (NEC). “Una revisione che va nella giusta direzione, – spiega Rossella Muroni – ma che è ancora lontana dagli obiettivi che consentirebbero di evitare morti, patologie e costi sanitari legati all’inquinamento atmosferico. Il disegno che è stato approvato oggi, infatti, consente ancora troppe deroghe agli stati membri, che potrebbero giustificare ulteriori ritardi nel raggiungimento degli obiettivi sulla riduzione delle emissioni nazionali al 2030. In Italia, ad oggi diverse grandi città hanno già superato il limite di 35 giorni consentito dalla legge per il pm10. Purtroppo, il piano nazionale antismog varato dal ministero dell’Ambiente l’anno scorso non si è trasformato in misure concrete e incisive all’interno delle nostre città”.

Tutto questo a scapito dei cittadini: in Italia sono infatti circa 60mila all’anno le morti da polveri sottili. “Eppure le cause dello smog sono note e le soluzioni ci sono. – continua Muroni – Occorre una volontà politica forte per metterle in campo. Uno dei nodi principali da affrontare è il trasporto a livello urbano ed extra urbano. Bisogna poi uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili, puntando su fonti energetiche rinnovabili; investire nella riqualificazione energetica degli edifici per ridurne i consumi e migliorarne l’efficienza e l’isolamento termico, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici”.